La nutrizione ottimale: la medicina del domani

Il medico del futuro non darà medicine ma saprà interessare i suoi pa­zienti alla cura del corpo umano, alla dieta e alla prevenzione delle malattie (Thomas Edison).

A differenza dell’uomo delle caverne che, come le altre specie, doveva entrare in competizione per il cibo e i nutrienti e spesso combattere con la scarsità, per la prima volta l’uomo moderno può manipolare il proprio ambiente e cambiare a volontà la propria dieta.

Mentre la dieta dei nostri avi, per ciò che riguarda i nutrienti, poteva essere per natura più conforme al programma evolutivo, è solo con la conoscenza scientifica della nutrizione, conoscenza in rapida evoluzione, che diventò sempre più possibile comprendere che cosa sia la nutrizione ottimale e come metterla in pratica.

La nutrizione ottimale, come la salute, non è un concetto definibile linearmente. Lo si illustra meglio considerando gli effetti sulla salute di una singola vitamina. Quando una vitamina nella dieta è molto scarsa, la salute ne risente e si sviluppano evidenti segni di carenza. Aumentando il dosaggio della vitamina, si raggiunge un punto in cui i segni evidenti di carenza non sono più presenti ma possono ancora verificasi lievi sintomi.

Un dosaggio più elevato (quello che normalmente viene indicato come dose giornaliera raccomandata, RDA,nei paesi anglosassoni, LARN livelli di assunzione raccomandata di nutrienti, in Italia) annulla i sintomi di carenza. Ma solo quando la quantità di vitamina somministrata raggiunge il picco desiderato si può dire che la nutrizione sia ottimale.

Possiamo definire questo stato come mancanza completa di sintomi di carenza; oppure, in termini biochimici, come un punto in cui tutti i sistemi enzimatici collegati con quel nutriente funzionano al meglio; oppure, in termini soggettivi, come il punto di massimo benessere provato. Aumentando il dosaggio dei nutrienti oltre questo punto, lo stato di buona salute (sia ideale che percepita) finirà con il diminuire fino a raggiungere la tossicità…..

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